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 Le vacanze sono quasi finite.

 Per molte mamme è tempo di tornare al lavoro e, soprattutto, di trovare qualcuno che si  prenda cura dei bimbi durante la loro assenza. Sia che i piccoli vadano all’asilo o a scuola  (quindi, non necessitino di un’assistenza a tempo pieno), sia che vengano lasciati da soli per  la prima volta (sono numerose, infatti, le mamme che decidono di tornare al lavoro a  settembre dopo il congedo di maternità e l’eventuale permesso facoltativo), la scelta della  baby sitter rappresenta un momento fondamentale per tante famiglie costrette ad affidare  ad estranei i propri pargoli.
Le possibilità, naturalmente, sono infinite:
ci si può rivolgere a agenzia specializzata accettando di pagare una quota aggiuntiva per la  selezione del personale; si può optare per la classica figlia di amici che sta cercando qualcosa per arrotondare le entrate mensili; si può desiderare una figura professionista in grado di intervenire in qualsiasi momento e situazione oppure optare la studentessa referenziata che già si prende cura dei figli di amici e conoscenti; si può decidere per la ragazza alla pari che in cambio di vitto, alloggio e un paio di giorni liberi alla settimana si occupa dei bambini insegnando loro, eventualmente, anche la propria lingua madre.
Insomma, le possibilità sono molteplici. In tutti i casi, però, è fondamentale capire quali sono le proprie esigenze e, di conseguenza, stabilire una lista di domande da sottoporre alla candidata.

  1. Eventuali esperienze pregresse
  2. Motivi del cambio (qualora la ragazza non sia alla sua prima esperienza)
  3. Disponibilità di tempo e orari
  4. Disponibilità di tempo e orari in caso di ritardi o imprevisti dell’ultimo momento
  5. Possesso di patente e, in caso, di automobile (utile per i bambini più grandi qualora debbano essere accompagnati a corsi e attività extra-scolastiche)
  6. Descrizione di una giornata tipo con i bimbi
  7. Titolo di studio e capacità o meno di aiutare i piccoli nei compiti scolastici
  8. Fumatrice o non fumatrice
  9. Tempo necessario per raggiungere i bambini e mezzi di trasporto utilizzati per farlo (una persona che deve prendere un treno per giungere a destinazione è decisamente più soggetta a ritardi e imprevisti rispetto a chi si muove con mezzi autonomi, in particolare bici e motorino).
  10. Richiesta economica

DOPO LA SCELTA

Una volta effettuata la propria scelta, è bene offrire alla ragazza la possibilità di un periodo di prova che servirà a lei per capire se il tipo di lavoro potrebbe interessarla o meno, e alla famiglia per metterla alla prova e testare, dopo un paio di settimane, l’umore dei bambini nei suoi confronti


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